FOCUS-ON


FOCUS-ON: La valvulopatia mitralica degenerativa
Uberto Bortolotti 1; Enrico Orsini 2
1 S.D. Cardiochirurgia Universitaria, Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana
2 U.O. Cardiologia 1, Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana

Presentazione

L’insufficienza mitralica degenerativa è una patologia diagnosticata oggi sempre più di frequente, grazie anche al perfezionamento delle tecniche ecocardiografiche. Studi di anatomia e fisiopatologia hanno dimostrato come la valvola mitrale sia una struttura complessa per il cui normale funzionamento è necessaria la perfetta sinergia dei vari elementi che la compongono, non ultima la parete ventricolare sinistra sulla quale la componente muscolare della valvola, rappresentata dai muscoli papillari, si inserisce. La conoscenza dei sofisticati meccanismi alla base del funzionamento dell’apparato valvolare mitralico ha permesso negli ultimi anni di sviluppare tecniche chirurgiche sempre più raffinate che oggi consentono la riparazione della mitrale in una altissima percentuale di casi, evitando così l’impianto di protesi artificiali e di conseguenza le complicanze ad esse legate, con evidenti vantaggi per i pazienti.
In questo numero di Cardiologia Ambulatoriale sono raccolti alcuni dei lavori ricavati dalle relazioni presentate al recente Seminario “La valvulopatia mitralica degenerativa”, tenutosi a Pisa nel febbraio 2018, nell’ambito del programma formativo previsto dalla Scuola di Specializzazione di Cardiochirurgia dell’Ateneo pisano.
Durante il seminario è stata trattata estesamente questa patologia illustrandone ed approfondendone i vari aspetti. L’anatomia patologica della insufficienza mitralica viene presentata con immagini chiaramente esemplificative mentre la fisiopatologia della valvulopatia ha sicuramente un taglio estremamente didattico chiarendone anche gli aspetti più complessi. È certamente importante conoscere quelle che sono non solamente le opzioni chirurgiche più moderne ma anche i risultati a lungo termine delle procedure riparative, rese oggi possibili nella maggior parte dei pazienti grazie alla conoscenza della anatomia della valvola mitrale e dei suoi complessi meccanismi fisiopatologici. Tali procedure sono spesso complesse, ma decisamente riproducibili, a basso rischio e confortate da una dimostrata stabilità a lungo termine, come anche confermato dai risultati della cardiochirurgia pisana.
Infine si sottolinea l’importanza ed il ruolo specifico delle moderne tecniche diagnostiche, principalmente l’ecografia transtoracica nella valutazione preoperatoria dei pazienti, nella definizione dell’anatomia valvolare e nel riconoscere le cause della disfunzione e di quella transesofagea intraoperatoria, che non solo conferma le varie lesioni valvolari, ma è fondamentale nel guidare la ricostruzione mitralica e monitorare l’efficacia della riparazione.
Riteniamo con questa raccolta di lavori, che sono stati ritenuti i più rilevanti ed anche i più utili specialmente per il cardiologo ambulatoriale, di aver fornito un panorama ampio ed esauriente su alcuni degli aspetti più rilevanti della malattia degenerativa della valvola mitrale, una patologia che oggi si osserva con sempre maggior frequenza.

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