What’s new in Cardiology 2017


Cardiologia 2017. Cosa c’è di nuovo
Ettore Antoncecchi; Enrico Orsini
Editors di Cardiologia Ambulatoriale

INTRODUZIONE

Nel panorama cardiologico internazionale, il 2017 è stato definito da molti autorevoli organi scientifici “l’anno dei ripensamenti”. Noi lo definiremmo, più propriamente, “l’anno delle smentite”. In molti casi, infatti, le evidenze provenienti dai trials pubblicati nel 2017 hanno contraddetto le pratiche diffuse in ambito clinico.
Basti pensare al trial ORBITA, il primo studio randomizzato, confrontato con placebo, nella storia dell’interventistica coronarica, che ha dimostrato l’assenza di benefici dell’angioplastica nei confronti di una procedura placebo sulla qualità di vita della cardiopatia ischemica stabile, scatenando le reazioni dei cardiologi interventisti.
Ma oltre a questa eclatante smentita del pensiero e delle pratiche comuni, il panorama cardiologico 2017 ne ha prodotte molte altre. Il trial ABSORB-4 ed altri studi simili hanno definitivamente decretato il fallimento degli scaffold bioassorbibili nei confronti degli stent metallici. Nella prevenzione della nefropatia da contrasto, dopo il trial PRESERVE, dovrebbe essere definitivamente tramontata, per cardiologi e radiologi, l’era dell’acetilcisteina e del bicarbonato.
Nella prevenzione cardiovascolare, lo studio PURE ha dimostrato l’azione protettiva di una dieta ricca di grassi (anche saturi) sugli eventi cardiovascolari, smentendo non solo il pensiero e le pratiche comuni, ma anche le raccomandazioni delle ultime linee guida AHA/ACC.
In tema di ipertensione arteriosa, le nuove linee guida AHA/ACC, avallate da altre nove società
scientifiche, hanno nuovamente abbassato, in una ciclotimica altalena culturale, i valori soglia per la definizione di ipertensione arteriosa (130/80 mmHg), ampliando enormemente la prevalenza dei pazienti ipertesi, potenzialmente trattabili. L’American Academy of Family Physicians non ha condiviso questa scelta, sottolineando come vi fosse un solo trial (SPRINT) a sostegno di essa e come non fossero state prese in considerazione molte altre evidenze contrarie.
La comunità cardiologica in alcuni casi non è pronta (o non è subito pronta) a modificare le proprie abitudini ed i propri atteggiamenti, adeguandoli alle nuove evidenze scientifiche. Un requisito fondamentale in questo processo culturale è naturalmente la lettura critica degli studi da cui scaturiscono le nuove evidenze, compendiate nelle raccomandazioni delle linee guida. Cardiologia Ambulatoriale, con questo editoriale che apre ogni nuovo anno della rivista, intende dare un contributo critico alla lettura e all’interpretazione di alcuni temi ritenuti di particolare rilevanza.

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