Cardiovascular disease: time to reconsider prevention in women


Malattie cardiovascolari: è tempo di pensare alla prevenzione nelle donne
Marcella Longo 1; Alessia Bellotti 1; Ivana Valente 2; Simona Giampaoli 3
1 Ambulatorio di Cardiologia
2 Ambulatorio di Ginecologia – ASST Nord Milano
3 Dirigente di Ricerca, già Istituto Superiore di Sanità

Abstract

La malattia cardiovascolare è la principale causa di mortalità e morbilità nella popolazione generale ma per molti anni nelle donne il problema è stato sottovalutato e sottostimato. Certamente grazie all’azione protettiva degli ormoni, le donne si ammalano più tardi degli uomini ma hanno spesso una prognosi peggiore per l’età avanzata, le comorbilità, il ritardo diagnostico e la minore aggressività di trattamento. Per questi motivi è importante incrementare politiche di prevenzione primaria, anche nelle popolazioni considerate a basso rischio come le donne. Infatti, sono ormai molti i dati della letteratura che dimostrano come il mantenimento di un profilo di rischio favorevole nel corso della vita, modificando gli stili di vita, è associato a una riduzione drastica delle malattie cardio- cerebrovascolari. L’obbiettivo è il mantenimento della “salute cardiovascolare”, definita da 4 parametri correlati allo stile di vita (non fumo, indice di massa corporea < 25 kg/m2, attività fisica, alimentazione) e 3 fattori bioumorali (pressione arteriosa < 120/80 mmHg, colesterolemia totale < 200 mg/dl, glicemia < 100 mg/dl).
Con questi presupposti, presentiamo una rassegna sulle malattie cardiovascolari nelle donne in cui accanto ai dati epidemiologici del nostro paese, proponiamo iniziative di prevenzione primaria sul territorio in cui sia possibile costituire con equipe multidisciplinari screening opportunistici dei fattori di rischio e azioni coordinate per mantenere la salute cardiovascolare.

Parole chiave: Malattie cardiovascolari nelle donne; Prevenzione primaria; Salute cardiovascolare.

Abstract

Cardiovascular disease is the leading cause of mortality and morbidity in women but for many years the problem has been underestimated. Because of the protective action of hormones, women present the event about 10 years later than men and often women have worse prognosis due to advanced age, comorbidities, delay in the diagnosis and less aggressive treatment. For these reasons it is important to increase primary prevention policies, even in populations considered to be at low risk such as women. In fact, there are strong data in literature that shows how the maintenance of a favorable risk profile, by modifying lifestyles, is associated with a drastic reduction in cardio-cerebrovascular diseases. The goal is to maintain “cardiovascular health”, defined by 4 lifestyle-related parameters (non-smoking, BMI < 25 kg/ m2, physical activity, nutrition) and 3 biohumoral factors (BP < 120/80 mmHg, CT < 200 mg / dl, blood sugar < 100 mg / dl).
In this context, we present a review on heart disease in women, about the epidemiological data of our country, and we propose primary prevention strategies in outpatients setting where it is possible to set up multidisciplinary teams and opportunistic screening of risk factors.

Key words: Cardiovascular disease in women; Primary prevention; Cardiovascular health.


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