Extracorporeal cardiopulmonary resuscitation: should the right patient always be selected or one size can fit all?


Rianimazione cardiopolmonare extracorporea: bisogna sempre selezionare
il paziente giusto oppure “one size can fit all”?
Fabio Guarracino
Direttore UOC Anestesia e Rianimazione cardiotoracovascolare, Azienda Ospedaliero Universitaria Pisa

Abstract

La diffusione delle tecniche di rianimazione cardiopolmonare e l’addestramento all’uso del defibrillatore semiautomatico di personale non direttamente coinvolto nell’assistenza sanitaria, ha sicuramente migliorato la prognosi dell’arresto cardiaco. Tuttavia, anche se eseguita da operatori esperti, la rianimazione cardiopolmonare garantisce un supporto meccanico alla funzione circolatoria molto inferiore (circa il 25%) rispetto al circolo spontaneo e, solitamente, non è in grado di supportare la funzione respiratoria e cardiaca. La prognosi dell’arresto cardiaco e le possibilità di recupero neurologico sono strettamente connesse alla durata dell’arresto cardiaco prima che sia ripristinata una funzione cardiopolmonare sufficiente. Per questi motivi negli ultimi anni sono state studiate ed introdotte nella pratica metodiche di rianimazione dell’arresto cardiaco mediante supporto extracorporeo. La extracorporeal cardiopulmonary resuscitation (ECPR) mediante l’impianto di un supporto ECMO (extracorporeal membrane oxygenation) veno-arterioso, è in grado di garantire un supporto circolatorio completo e l’ossigenazione del sangue. In questo senso la ECPR mediante ECMO VA rappresenta un efficace bridge fra l’arresto cardiaco o altre gravi condizioni cardiorespiratorie, il recupero funzionale o le strategie terapeutiche di destinazione, come il trapianto cardiaco. Il successo delle tecniche di rianimazione cardiopolmonare extracorporea richiede una selezione attenta e rigorosa dei pazienti.

Parole chiave: Arresto cardiaco; Rianimazione cardiopolmonare; Rianimazione cardiopolmonare extracorporea; ECMO veno-arterioso

Abstract

The diffusion of cardiopulmonary resuscitation to personnel not directly involved in health care has certainly improved the prognosis of cardiac arrest. However, even when performed by experienced operators, cardiopulmonary resuscitation provides much less mechanical support to circulatory function (about 25 percent) than spontaneous circulation and usually cannot support respiratory and cardiac function. The prognosis of cardiac arrest and the chances of neurological recovery are closely related to the duration of cardiac arrest before sufficient cardiopulmonary function is restored. Methods of resuscitation of cardiac arrest by extracorporeal support have been studied and introduced into practice in recent years. Extracorporeal cardiopulmonary resuscitation (ECPR) by implanting a veno-arterial ECMO (extracorporeal membrane oxygenation) support, can provide complete circulatory support and blood oxygenation. ECPR by ECMO VA represents an effective bridge between cardiac arrest or other serious cardiorespiratory conditions, functional recovery, or target therapeutic strategies such as cardiac transplantation. The success of extracorporeal cardiopulmonary resuscitation requires careful and rigorous patient selection.

Key words: Cardiac arrest; Cardiopulmonary resuscitation; Extracorporeal cardiopulmonary resuscitation; Veno-arterial ECMO.


Icon

06 Guarracino [65 74] Pdf 486.97 KB 250 downloads

...
 

You may also like...