ICD shocks in few days in a patient with dilated cardiomyopathy with improved ejection fraction


Multipli interventi di ICD in un paziente affetto da cardiomiopatia dilatata
con recupero della frazione di eiezione
Marco Biasin; Giampaolo Berton; Antonio Pepe; Giovanni Morani
Santorso General Hospital – ULSS 7 Veneto, division of cardiology, Italy

Abstract

Questo caso clinico illustra le sfide complesse legate alla gestione di un uomo di 60 anni con defibrillatore cardiaco impiantabile (ICD) per cardiomiopatia dilatativa. Nonostante la normalizzazione della frazione di eiezione nel 2015, il paziente ha subito 147 scosse asintomatiche per svariate tachicardie ventricolari ad alta frequenza che hanno infine portato all’esaurimento della batteria del dispositivo e all’ospedalizzazione del paziente. Nonostante livelli normali di troponina, le persistenti tachiaritmie ventricolari asintomatiche hanno richiesto un intervento farmacologico comprensivo di beta-bloccanti e mexiletina ed un approccio invasivo con l’ablazione trans-catetere della tachicardia. Questo caso mette in discussione le concezioni prevalenti sul danno miocardico legaato agli shock da ICD. Tuttavia, dato il potenziale danno miocardico indotto dagli shock e alla loro associazione con eventi avversi, risulta necessaria una gestione individualizzata in termini di terapia antiaritmica e di programmazione dell’ICD.

Key words: Aritmie ventricolari; ICD, Danno miocardico; Schock ICD, Stratificazione del rischio aritmico.

Abstract

This case report delves into the intricate challenges associated with implantable cardiac defibrillator (ICD) therapy in a 60-year-old male with dilated cardiomyopathy. Despite the normalization of ejection fraction in 2015, the patient experienced 147 asymptomatic shocks for fast ventricular tachycardias, leading to the depletion of the device’s battery and subsequent hospitalization. Despite normal troponin levels, persistent asymptomatic ventricular tachyarrhythmias prompted extensive interventions, including beta-blockers, mexiletine, and ultimately, tachycardia catheter ablation. This report challenges prevailing notions about ICD shock frequency and myocardial damage. However, concerns persist regarding shock-induced injury currents and their association with adverse events, emphasizing the need for individualized management in terms of antiarrhythmic therapy and ICD programming.

Parole chiave: Ventricular tachyarrhythmias; ICD; Myocardial damage; ICD shocks, Arrhythmic Risk Stratification.


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