Life-threatening ventricular arrhythmias in a non-hospitalized COVID patient: potential role of pacemaker remote monitoring


Aritmie ventricolari minacciose in un paziente COVID non ospedalizzato: potenziale ruolo del monitoraggio remoto del pacemaker
Andrea Campana; Michele De Pasquale; Renato Perrotti; Marta Ravera; Michele Di Mauro
Casa di Cura “Villa del Sole”. Salerno, Italia

Abstract

Le aritmie rappresentano una delle principali complicanze dell’infezione da SARS-CoV-2. È stato riportato che i pazienti COVID-19 ospedalizzati che presentano aritmie hanno un maggior numero di comorbidità e frequentemente sviluppano una malattia più grave. Sono molto limitate, al momento, le conoscenze inerenti le aritmie “lifethreatening” in pazienti con COVID-19 non ospedalizzati. Un paziente di 74 anni, obeso, coronaropatico, portatore di pacemaker, diabetico ed iperteso, si ammalò di COVID nel gennaio 2021. I Sanitari preposti lo assegnarono al trattamento domiciliare con antibiotici, cortisone, eparina sottocute ed ossigeno-terapia. Alcuni esami diagnostici strumentali furono eseguiti dopo la ripetuta negativizzazione del tampone molecolare. La tomografia computerizzata ad alta risoluzione del torace rivelò il quadro di una recente polmonite e l’ecocardiogramma mise in luce verosimili esiti di una pericardite. L’interrogazione del pacemaker evidenziò, inaspettatamente, un sorprendente numero di aritmie ventricolari potenzialmente fatali, tre le quali tachicardie ventricolari sostenute e non sostenute, occorse durante la fase acuta e subacuta della malattia. Considerata la buona funzione contrattile del ventricolo sinistro e la causa transitoria delle aritmie, completamente regredite nei ripetuti follow-up successivi, non si ritenne di procedere ad “upgrade” ad ICD ed il paziente fu indirizzato al monitoraggio remoto (MR). Aritmie minacciose possono verificarsi nei pazienti COVID trattati a domicilio, particolarmente in quelli con comorbidità; nei portatori di pacemaker affetti da infezione da SARS-CoV-2, l’uso del MR può giocare un ruolo decisivo
nella diagnosi precoce delle aritmie.

Parole chiave: Aritmie ventricolari; COVID-19; Trattamento domiciliare; Pacemaker; Monitoraggio remoto.

Abstract

Arrhythmias represent a main complication of SARS-CoV-2 infection. It has been reported that COVID-19 patients with arrhythmias have a greater number of comorbidities and frequently develop a more severe illness. A 74-year-old, pacemakerimplanted male suffering from chronic coronary artery disease, obesity, diabetes, and hypertension, was diagnosed as having COVID-19. The designated physicians assigned home treatment with antibiotics, corticosteroids, low molecular weight heparin (LMWH), oxygen therapy. Some key diagnostic tests were performed following a negative COVID-19 molecular result. High-resolution computed tomography of the chest indicated recent pneumonia and the echocardiogram highlighted presumptive remnants of a pericarditis. Pacemaker interrogation, unexpectedly, revealed an unusual number of complex and potentially fatal ventricular arrhythmias, including sustained ventricular tachycardias, which had occurred exactly during the peak stage of the illness. Due to normal left ventricle ejection fraction and transient cause of arrhythmias, totally absent at subsequent repeated follow-up visits, the patient was not upgraded from pacemaker to defibrillator, but he was addressed to remote monitoring (RM). Life-threatening ventricular arrhythmias can occur in COVID-19 patients treated at home, particularly in those with comorbidities; in pacemaker recipients infected with SARS-CoV-2, use of RM may play a decisive role in the early detection of arrhythmias

Key words: Ventricular arrhythmias; COVID-19; Home treatment; Pacemaker; Remote monitoring.


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