What’s the weight of familiarity in spontaneous coronary artery dissection?


Dissezione coronarica spontanea, quanto conta la familiarità?
Vincenzo Carfora 1; Agostino Lopizzo 2
1 Azienda Sanitaria Regione Molise, Termoli
2 Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo, Potenza

Abstract

La dissezione coronarica spontanea (SCAD) rappresenta una causa importante di sindrome coronarica acuta (SCA) nelle giovani donne senza classici fattori di rischio cardiovascolare. La coronarografia non sempre riesce a riconoscere le diverse tipologie di dissezioni coronariche spontanee dovendo pertanto ricorrere all’imaging intracoronarico per poterla diagnosticare. Il trattamento prevede l’approccio non invasivo con terapia farmacologica ricorrendo all’angioplastica coronarica solo nelle forme instabili. Viene descritto il caso di una donna di 55 anni, ipertesa in buon controllo farmacologico e senza altri fattori di rischio cardiovascolare che durante angioplastica coronarica su arteria interventricolare anteriore va incontro a dissezione retrograda dell’arteria interventricolare anteriore prossimale e del tronco comune trattata con approccio multistent. La modalità con cui si è verificata la dissezione retrograda, il sesso, l’età della paziente, la rivalutazione dell’angioplastica primaria praticata due mesi prima sull’asse arteria circonflessa-ramo marginale ottuso e l’anamnesi familiare hanno indotto a prendere in considerazione la SCAD come diagnosi più probabile ed il fenomeno dello “squeezing” come causa della dissezione retrograda a seguito della pre-dilatazionedella lesione coronarica. L’imaging intracoronarico sarebbe stata l’unica metodica in grado di diagnosticare la SCAD consentendo quindi di ricorrere all’approccio farmacologico piuttosto che l’angioplastica coronarica.

Parole chiave: Dissezione coronarica spontanea; Sindrome coronarica acuta; Diagnosi; Trattamento; Familiarità.

Abstract

Spontaneous coronary dissection (SCAD) represents a cause of acute coronary syndrome (SCA) in women without typical cardiovascular risk factors. Coronary angiography is not always able to recognize the different types of spontaneous coronary dissections, therefore having to resort to intracoronary imaging to be able to diagnose it. The treatment involves the non-invasive approach with drug therapy using percutaneous coronary intervention (PCI) only in unstable patients. We describe the case of a 55-year-old woman with hypertension in good pharmacological control and without other cardiovascular risk factors who during PCI on left anterior descending artery (LAD) undergoes retrograde dissection of the LAD and left main coronary artery treated with multistent approach. The modality in which the retrograde dissection occurred, the sex, the age of the patient, the reevaluation of the primary angioplasty performed two months before on the circumflex artery and the family history led to consider SCAD as the most probable diagnosis and the phenomenon of “squeezing” as the cause of retrograde dissection. Intracoronary imaging was the only method able of diagnosing SCAD and therefore resorting to the pharmacological approach rather than PCI.

Key words: Spontaneous coronary dissection; Acute coronary syndrome; Diagnosis; Treatment; Familiarity


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